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Giu
Come modificare i dati catastali?: La pratica DOCFA
Come modificare i dati catastali?: La pratica DOCFA
  • Arch. Antonio Carlo Oliveri
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Il DOCFA (DOCUMENTO CATASTO FABBRICATI) è lo strumento più utile e usato per agevolare le procedure catastali.

Il sistema Docfa è stato istituito dall’Agenzia del Territorio, al fine di acquisire tutte le informazioni necessarie per accatastare correttamente i diversi tipi di fabbricati. Si tratta, in sostanza, di una procedura per eseguire l’accatastamento o segnalare eventuali variazioni.

É un software, cioè un sistema di elaborazione dei dati, con cui tecnici e professionisti, presentano pratiche catastali, tramite compilazione digitale e invio telematico all’Agenzia delle Entrate ed agli Uffici territoriali di competenza.

QUANDO BISOGNA REDIGERE UN DOCFA ???

Architetti, ingegneri, periti e geometri, sia in ambito pubblico che privato, usano il Docfa per:

  • Formulare documenti tecnici ed inoltrarli al Catasto.
  • Inviare all’ufficio di competenza territoriale il Modello di accertamento della proprietà immobiliare.

I motivi per cui è necessario redigere una variazione catastale sono molteplici; le cause più comuni sono le seguenti:

divisione, da eseguirsi quando l’unità immobiliare è oggetto di frazionamento e genera due o più porzioni, ciascuna delle quali presenta le caratteristiche proprie delle classiche unità immobiliari;

– fusione, da utilizzare esclusivamente quando due o più unità di qualsiasi categoria e partita speciale vengono fuse in una sola unità;

– ampliamento, da utilizzare nei casi in cui vi è un aumento di superficie e/o volumetria dell’unità.

Si possono avere due casistiche: l’ampliamento che modifica la sagoma in pianta dell’unità immobiliare originaria quindi comporta un aggiornamento della cartografia (in questo caso si rende necessario presentare il Tipo Mappale per la modifica della mappa del Catasto Terreni, poichè si va a eseguire una modifica al piano di campagna dell’edificio); l’ampliamento all’interno della sagoma del fabbricato che non necessita della presentazione del Tipo Mappale (come avviene per la realizzazione di locali in sopraelevazione o di cantine nel piano sotto strada e ancora per la chiusura di poggioli con verande);

– demolizione totale, nei casi in cui si interviene per demolire totalmente la consistenza del fabbricato e farne derivare un’area urbana;

– demolizione parziale, da utilizzare quando viene demolita parte della consistenza dell’unità originaria;

– diversa distribuzione spazi interni, viene utilizzata in caso di spostamenti di tramezzi divisori, porte di collegamento e comunque per quelle variazioni che non comportano cambiamenti della muratura perimetrale dell’unità immobiliare.

Rientrano pertanto in questa causale anche la creazione di soppalchi o balconi a sbalzo. La chiusura di una terrazza a veranda costituisce invece un ampliamento a tutti gli effetti. Può essere utilizzata in casi di variazione di singole unità o congiuntamente ad altre causali;

– ristrutturazione, in caso di miglioramento qualitativo apportato all’unità immobiliare.
Può essere utilizzata in casi di variazione di singole unità o contemporaneamente ad altre causali;

– frazionamento e fusione, nei casi in cui vengano soppresse minimo 2 unità e costituite almeno altre 2, indipendentemente da categorie e partite speciali di appartenenza.
In tutti gli altri casi si tratta di divisione, fusione;

– variazione della destinazione, le variazioni della destinazione sono tali se nel suo insieme l’unità immobiliare urbana muta la sua destinazione d’uso, per esempio, da abitazione a ufficio.

Anche quando si procede con delle nuove costruzioni, è necessario il DOCFA:

– unità afferenti edificate in sopraelevazione, cioè quando vi è una nuova unità immobiliare edificata al di sopra di un fabbricato esistente;

– unità afferenti edificate su aree di corte, cioè quando vi è una nuova costruzione edificata su un Bene Comune Non Censibile, che può essere un giardino o un’area cortilizia aggraffata al fabbricato stesso.

La variazione della destinazione del singolo vano, senza opere da camera a soggiorno, da ufficio ad archivio, non comporta di norma l’aggiornamento della planimetria;

 

CHI PUO’ PRESENTARE UN DOCFA ???

Poiché la procedura Docfa prevede anche l’invio della relativa documentazione tecnica, tra cui il disegno del progetto e la relazione esecutiva, è necessario affidarsi ad un tecnico specializzato, incaricandolo di gestire tutta la procedura.  La pratica può essere eseguita da un geometra, ma anche da architetti ed ingegneri civili.

Tuttavia è bene sapere che per preparare la comunicazione Docfa sarà necessario che il titolare metta a disposizione: la visura catastale, comprensiva di indicazione dei proprietari dell’aerea interessata, il titolo di provenienza, come ad esempio un atto di compravendita, l’autorizzazione per i lavori svolti, l’estratto di mappa e la planimetria catastale. Dopo avere raccolto tutto il materiale necessario, è possibile procedere con l’invio della richiesta.

Dal 1 giugno del 2015, la procedura Docfa può essere eseguita solamente online, seguendo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate. Questo compito spetterà al tecnico, dato che i privati cittadini non possono essere abilitati alla trasmissione di documenti al Docfa.

Per essere valida, la pratica necessita di un’esplicita approvazione da parte dell’Agenzia del Territorio, che può anche chiedere integrazioni o rettifiche sulla documentazione della casa, così come effettuare dei controlli sul posto.

Architetto e appassionato del settore immobiliare, da alcuni anni collabora con agenzie immobiliari e privati, offrendo soluzioni di grafica per il marketing e consulenza in ambito urbanistico e catastale.